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fedez rai3 primo maggio
©Rai

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Fedez VS Rai3: caos sul palco del Primo Maggio

La stessa rete che inneggia il cantante potrebbe addirittura ‘crocifiggerlo’

Tempo di lettura: 4 minuti

Sul palco del Primo Maggio Fedez ha letteralmente sfidato Rai3 e tutta l’ipocrisia mascherata da politically correct che c’è dietro la tv di Stato (e non solo). La notizia sta monopolizzando l’informazione di questi ultimi giorni, e non poteva che essere così.

Nel frattempo viene fuori un testo del cantante milanese non proprio dolce nei confronti di Tiziano Ferro e del suo coming out:

Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing
Ora so che ha mangiato più wurstel che crauti
Si era presentato in modo strano con Cristicchi
“Ciao sono Tiziano, non è che me lo ficchi?”

Cosa sono queste parole? Beh, solo il frutto più recente di questa ondata mediatica che sta travolgendo Fedez e Rai3. Non si parla d’altro, e credo sia giusto così. Era forse questo il fine ultimo di Fedez, vincere questa battaglia contro il bavaglio, la censura, l’anonimato e la disinformazione. Una brutta insalata per un servizio pubblico, oltre la soglia di ciò che si può accettare.

Sì ma quelle parole omofobe nel testo della canzone che il Codacons ha riemerso dalle ceneri? “Tutto il contrario”, canzone scritta dal milanese nel 2011, a 22 anni, com’è facilmente intuibile, narra esattamente il contrario di quello che Fedez pensa. “Non è difficile da capire” dichiara il cantante. E se le frasi su Tiziano Ferro risultano ambigue o omofobe, il marito di Chiara Ferragni si è già scusato con il collega nel 2019, ribadendo che a quell’età pubblicava autonomamente i suoi video, senza una casa discografica alle spalle.

Ma vorrei aggiungere una cosa: chi di noi a 22 anni aveva già sviluppato una maturità intellettuale e una coscienza sociale e politica che successivamente non ha subito metamorfosi? Nel corso di un decennio, tra i successi professionali e le esperienze personali, credete che Fedez non sia “cresciuto” dal punto di vista umano e intelletuale?!

GLI SCHIERAMENTI

Alcuni lo accusano di una tecnica rivolta semplicemente ad implementare il suo target di fidelizzazione, altri di rinnegare un suo passato a tratti non proprio tollerante nei confronti delle diversità, altri ancora lo adorano, inneggiandolo come l’eroe della libertà.

Estremismi a parte, ed esulando dai punti di vista, Internet ha nettamente battuto Mamma Rai in questa battaglia senza fine. E mentre qualcuno nasce tra le “trame del www” mirando al piccolo schermo (vedi Tommaso Zorzi), Fedez fa della rete il suo guanto del potere, e lo sfodera a dovere nei confronti di un mondo televisivo che, mai come in questo caso, mostra tutte le sue ingessature, le nefandezze nonché le pesantezze burocratiche e del caso.

La libertà di espressione, la libertà di parola, la libertà di esprimersi in un concerto che, da sempre è (o dovrebbe essere) a sostegno della massa. Su quello stesso palco, lo scorso sabato, si è consumata una delle migliori esibizioni di Fedez, e questa volta senza sottofondo musicale. Raccontare il fatto sarebbe superficiale. Se siete qui a leggere questo articolo, siete già ben informati, ed avrete visto con sommo stupore tutto ciò la rete poteva offrirvi in merito all’accaduto.

LA CENSURA DI RAITRE

La censura o presunta tale della Rai è gravissima. La televisione di Stato, che da sempre è associata alla figura della “mamma”, questa volta ha dimenticato che i propri figli proprio stupidi non lo sono. I vertici di Rai3 hanno provato a frenare quanto stava accadendo sul palco grazie al cantante milanese, provocandone poi l’effetto opposto. Credo che la dirigenza di RaiTre non avesse fatto i conti con il potere mediatico che i Ferragnez detengono ormai da anni sulle piattaforme social. I pargoletti di Fedez e Chiara Ferragni, grazie ai loro follower, possono decidere quale marchio di pannolini diffondere in Italia nelle prossime tre generazioni grazie ad una sola foto su Instagram. Viale Mazzini sembra essere infatti in subbuglio e Franco Di Mare, direttore di Rai3, credo stia trascorrendo delle bruttissime ore, o meglio giorni.

E se possibile, ancora più gravi sono le parole, che in modo esemplare e asettico, Fedez ha narrato su quel palco. Sarà che da recente telespettatore di WandaVision sono ancora un po’ scosso dai viaggi nel tempo, ma il contrasto tra i colori luminescenti del palco e le citazioni dal forte sapore discriminatorio, che tanto ricorda la Tv in bianco e nero, era più che evidente. Parole che sanno di “antico” se non di più, e ci fanno rendere conto che nel 2021 non è il virus il nostro unico problema.

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IL WEB: MIGLIOR AMICO O NEMICO DI FEDEZ?

E nel frattempo si infiamma la polemica visto che il vento del passato sta tornando in auge, e sta rigettando su Fedez stesso alcuni suoi “errori”. Ecco cosa sono le parole con le quali abbiamo inaugurato questo articolo. La rete stessa che lo ha glorificato nelle ultime ore, potrebbe crocifiggerlo grazie ai suoi infiniti server e la sua memoria senza confini. Parole poco carine rivolte a Tiziano Ferro e al suo coming out sono ora l’arma per tutti i detrattori di Fedez. Per questo motivo ho voluto spiegare fin da subito l’intenzione di “Tutto il contrario”. Gli haters lo capiranno? I boomer ai vertici di qualsiasi cosa in questo Paese, insieme ai leghisti e al Codacons, ci arriveranno?! Purtroppo non credo, anzi, temo che per il cantante milanese possa iniziare una lunga battaglia legale.

In ogni caso 👇🏻

 

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