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©Netflix

SERIE TV

The Crown: la recensione della 4ª stagione

Brexit? No, grazie. Netflix porta la Regina Elisabetta e Lady D direttamente nelle nostre case.

Tempo di lettura: 3 minuti

The Crown è una serie tv atipica. Non è la trama, infatti, il centro focale del successo di questa serie tv ambientata in Gran Bretagna. Ma è l’assoluta maestria con cui è stata realizzata ad averla eletta una delle produzioni cult del colosso dello streaming. Netflix, infatti, regala allo spettatore un capolavoro di intimità che, stagione dopo stagione, ci permette di sbirciare dalla serratura di Buckingham Palace.

SPERANZE E CONFERME

Prima di iniziare a dire la mia, è doverosa una piccola premessa: in totale controtendenza, e dopo vari rimandi, ho voluto aspettare l’uscita della quarta stagione di The Crown per “bingiarla” tutta d’un fiato. Da sempre famelica watcher di documentari sulla Corona più celebre e longeva del mondo, ho preferito divorare questa serie che prometteva di essere degna delle più alte sfere delle produzioni timbrate con la “N” rossa. 

Per gloria di Sua Maestà e con sommo gaudio, devo ammettere di non esserne rimasta delusa come, forse, una parte di me temeva. Sorvolando sulla narrazione – in alcune scende un bel po’ romanzata – The Crown restituisce un racconto storico particolareggiato delle vicende reali inglesi con un occhio fotografico che poche altre produzioni seriali possono vantare. La fotografia, infatti, grazia lo spettatore di una sorta di intimità nelle vicende dei protagonisti. Le inquadrature assumono quasi il ruolo di attori invisibili nella narrazione. Austere, fredde, statiche, ma anche familiari, avvolgenti e piene di ritmo. Chi guarda, chi osserva, viene trasportato nella storia della Grand Bretagna con partecipazione, anche se non troppo attiva. Perché va bene entrare nella sala del trono, ma di fronte alla Corona bisogna sempre abbassare lo sguardo e inchinarsi. 

IL CAST DI THE CROWN 4

Complice dell’opera titanica di fedele riproduzione è stata la scelta del cast di straordinaria bravura. Da Claire Foy a Matt Smith (Undicesimo Dottore in Doctor Who) passando per Vanessa Kirby (la Vedova Bianca in Mission: Impossible – Fallout), da Olivia Colman (già Sergente Ellie Miller in Broadchurch e la Regina Anna in La Favorita) a John Lithgow (il papà di Barney in How I Met Your Mother), a Tobias Menzies (Edmure Tully in Game of Thrones), all’immensa Helena Bonham Carter (c’è davvero bisogno di spiegare chi è?!), senza dimenticare la straordinaria e “ferrea” interpretazione di Gillian Anderson, che avevamo già apprezzato – davvero molto – in Sex Education, e ovviamente in X-Files..

La somiglianza degli interpreti con le loro controparti “reali” è talmente impressionante che quasi sfugge di mente di star guardando un adattamento seriale piuttosto che uno dei mille documentari realizzati su tale argomento. Come nel caso dei giovani Carlo e Diana, interpretati rispettivamente da Josh O’Connor e Emma Corrin – per entrambi The Crown è stato il grande debutto. 

Ed è proprio questo un caso lampante di come la somiglianza tra interpreti e personaggi porti lo spettatore a perdere di vista il confine tra romanzo e realtà. Ecco che ci si ritrova a detestare mortalmente le parole, i gesti e le scelte di un viziato e incompreso Principe Carlo e a patteggiare – come sempre – per la povera Lady D, resa ancora più vittima delle circostanze e quasi bullizzata da quella che doveva essere la sua famiglia acquisita. Come se quello che le accadde realmente non fosse stato già abbastanza tragico, The Crown rincara la dose rendendola una spettatrice passiva della sua vita fino allo stremo. Capace di nulla, se non di autocommiserazione. 

In questa quarta stagione, gli anni ’80 sono protagonisti. Non solo nei costumi sorprendentemente fedeli a quelli realmente indossati dai protagonisti delle vicende reali, ma anche nella colonna sonora finemente studiata. Call Me di Blondie, Boys Don’t Cry dei The Cure, Let’s Dance di David Bowie e Girls on Film dei Duran Duran sono solo alcuni dei brani indimenticabili che hanno caratterizzato gli anni ’80 e che ritroviamo nella serie a scandire i momenti più salienti. 

 
 
 
 
 
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Insomma, The Crown di Peter Morgan è una di quelle serie che DEVE essere vista. Nel frattempo aspettiamo con ansia la quinta stagione iniziando a far scorta di tutti i fazzoletti che riusciamo a trovare. Sono previsti pianti strazianti. 

PENSIERO BONUS 

Parlando ancora per un momento della mai dimenticata Lady D, è uscito il primo first look della sempre meno espressiva Kristen Stewart nei panni della Duchessa del Galles nel film Spenser di Pablo Larraín. Lo vedremo? OVVIO!

 

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