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queer as folk
©Showtime ©Warner Bros

SERIE TV

Queer As Folk torna con un secondo reboot

La serie rivoluzionaria dei primi anni 2000 torna in veste contemporanea

Tempo di lettura: 2 minuti

Queer As Folk torna con un secondo reboot dopo l’originale inglese, ideato da Russell T. Davies, e il riadattamento americano.
Nei primi anni 2000 il canale statunitense Showtime ebbe il coraggio di mandare in onda due serie tv che fecero scalpore per i temi trattati: Queer As Folk e The L Word.  Un po’ come avvenne ad HBO quando uscì Sex and The City.
Grazie a questi due telefilm (allora li chiamavamo ancora così), per la prima volta in assoluto si misero al centro dell’attenzione le vite di un gruppo di giovani omosessuali.
In Queer As Folk, ambientato a Pittsburgh, i protagonisti erano uomini dichiaratamente gay; The L Word, invece, ruotava intorno a un gruppo di giovani donne lesbiche e transgender di Los Angeles.

Il merito riconosciutissimo di entrambe le serie sta nei complessi, e purtroppo ancora incompresi,  argomenti che scaturiscono dal mondo LGBTQ+ (e non solo): fecondazione assistita, famiglie arcobaleno, riconoscimento della coppia, utero in affitto, paura di essere se stessi, etc.
Tutti temi che portarono il nostro paese a riconoscere finalmente le unioni civili nel 2016, grazie alla Legge Cirinnà. 2016, appunto, grazie a un iter a dir poco ostacolato dai sostenitori della “famiglia tradizionale”. Ma arrivare a tale traguardo, a tale vittoria, seppur in parte “mutilata”, è anche grazie a produzione televisive coraggiose come queste.

QUEER AS FOLK – IL NUOVO REBOOT

Il nuovo reboot di Queer As Folk  è in progetto dal 2018 e sarà diretto da Stephen Dunn.
La narrazione sarà incentrata da un gruppo di amici di origini diverse che verranno sconvolti da una tragedia. Si ipotizza possa trattarsi di un episodio di razzismo per il quale un loro amico perderà la vita. Non è escluso, infatti, che nella trama entrino eventi simili a quelli che hanno dato vita al movimento #BlackLivesMatter, funzionali a dare un ruolo politico alla serie nonché ad affermare la posizione della produzione.

Su Hollywood Reporter possiamo leggere le parole del regista:

È un onore surreale per me adattare una serie rivoluzionaria come quella di Russell T. Davies. Quando andò in onda per la prima volta mi sembrava così provocatoria da poterla guardare solo in segreto […] ma negli ultimi 20 anni sono cambiate molte cose, nella speranza che la prossima generazione non debba più guardare Queer as Folk  in solitudine in uno scantinato umido con il suono disattivato, ma con la famiglia, gli amici e il volume al massimo.

La dichiarazione di Stephen Dunn sottolinea ancora una volta il ruolo rivoluzionario assunto dalla serie all’inizio del nuovo millennio. Dopo The L Word: Generation Q (su Sky e NOW), sequel della serie madre, non vediamo l’ora di sapere chi entrerà nel cast del nuovo Queer As Folk!

Per vedere il video della reunion del cast statunitense (2018) cliccate qui.

 

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