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wonder woman 1984
©Warner Bros

CINEMA

WONDER WOMAN 1984: IL NUOVO FILM DEL DCEU

Il nuovo film, disponibile su diverse piattaforme streaming, potrebbe fornire nuove interpretazioni riguardo alcuni personaggi della DC.

Tempo di lettura: 4 minuti

A causa del coronavirus Wonder Woman 1984 è slittato così tante volte, sia qui che negli USA, che non ci stavamo capendo più niente.
Doveva uscire al cinema il 28 gennaio 2021 ma con il dpcm in vigore è stato rimandato in esclusiva digitale, per l’acquisto o il noleggio, il 12 febbraio 2021 sulle seguenti piattaforme streaming:

  • Amazon Prime Video;
  • Apple Tv;
  • YouTube;
  • Google Play;
  • TIMVISION;
  • Chili;
  • Rakuten TV;
  • PlayStation Store;
  • Microsoft Film & TV;
  • Sky Primafila;
  • Infinity.
TRAMA E TRAILER  (SPOILER!)

Dopo un prologo in cui una piccola Diana Prince si trova a Themyscira immersa in una competizione alla Ciao Darwin, veniamo catapultati in una mall statutinente tipicamente anni ’80. I gloriosi anni “fluo” non fanno da sfondo all’intero film. Dopo un cocktail iniziale fatto di colori, e citazioni di film e di videogames, possiamo apprezzarli in relazione alla moda e all’arredamento.

Dopo il trambusto alla mall iniziano a dispiegarsi i fili della trama. Tutto ruota attorno alla pietra del desiderio che l’FBI porta allo Smithsonian, il museo dove lavora Diana Prince (Gal Gadot) e Barbara Ann Minerva/Cheetah (Kristen Wiig).

Il villain di questo capitolo, Maxwell Lord (Pedro Pascal), riesce ad ottenere la pietra, esaudire il proprio desiderio e incarnarsi nella pietra stessa! Praticamente si trasforma in una pietra del desiderio ambulante in grado, con un tocco, di far ottenere qualsiasi cosa a chiunque. Sentite anche voi puzza di apocalisse?

La prima a cadere nella trappola del desio è Barbara Ann Minerva. Questo personaggio si presenta come la povera sfigata del liceo divenuta infine un’adulta dolce e introversa. Dietro, invece, cela un’invidia tale per Diana (guardatela quando indossa il vestito bianco durante la serata in onore della donazione di Maxwell Lord allo Smithsonian…una SPATAFREGNA) da farle desiderare di essere come lei. Così acquista dapprima la super-forza di Wonder Woman, indebolendola, e in seguito si trasforma nella celebre nemica Cheetah. Il tutto mentre Maxwell Lord sta mandando a rotoli il mondo, grazie anche all’aiuto di una pazza pazza Cheetah, capace, a nostra gran sorpresa, di scalfire la scintillante armatura dorata di Asteria.

Indovinate come finisce? Ovviamente Wonder Woman salva il pianeta, bla bla bla. Ma è proprio il finale che potrebbe aprire nuovi scenari.
Facciamo un po’ di ordine.

IMPRESSIONI SUL FILM (SPOILER!)

Questo sequel non brilla per la trama o per chissà quale collegamento con gli altri film del DC Extended Universe, anzi proprio il contrario. La pellicola sembra completamente a sé stante, nonostante ci siano alcuni piccolissimi indizi nel finale. Indizi comunque per nulla espliciti, si tratta sempre di interpretazioni, se forzate o meno decidetelo voi. Dovevamo pur dare un senso a quasi 2 ore e mezza di film, non credete?!

Dopo che Lord rinsavisce, e dopo che tutti gli abitanti della Terra hanno rinunciato al proprio desiderio, non si capisce se Barbara Ann abbia fatto lo stesso. Dalla sua espressione, anche se non è più Cheetah, sembra proprio di no. Durante le prime scene del film esprime il desiderio di essere come Diana toccando direttamente la pietra, ma quando Lord “diventa la pietra” chiede anche di “diventare la numero uno”, trasformandosi nel felino. Non sappiamo, dunque, se abbia mantenuto qualche abilità o se tornerà come villain nei prossimi film targati DC.

Ma questa riflessione ci porta a un interrogativo interessante: ci sono altre persone sparse per la Terra che non hanno rinunciato al proprio desiderio? E ancora: ce ne sono altri che hanno acquisito dei poteri?
Al pari dell’esplosione dell’acceleratore di particelle dei Laboratori S.T.A.R., avvenuta nella serie The Flash, il finale di Wonder Woman 1984 potrebbe rappresentare la spiegazione dell’origine di alcuni villain della DC come Joker o Deathstroke.

Se fosse vero sarebbe uno di quei pochi elementi in grado di rendere il film apprezzabile, ma finché non ne sapremo di più non ci sbilanciamo.

Voto: 6 politico

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LA VERA CHICCA DI WONDER WOMAN 1984: ASTERIA (SPOILER!)

Dentro Wonder Woman 1984 c’è una mini-storia, raccontata da Diana a un personaggio che non vi spoileriamo, dietro l’armatura dorata appartenuta a una guerriera amazzone di nome Asteria.

Ella diede la propria vita per salvare il suo popolo e permettere alle Amazzoni di stabilirsi a Themyscira. Andò così: le Amazzoni furono rese schiave dall’umanità e solo grazie all’intervento di Hippolyta (Connie Nielsen), la madre di Diana, riuscirono a liberarsi. Tuttavia una di loro dovette sacrificarsi, fungendo da bersaglio, per permettere alle altre di raggiungere Themyscira. Asteria. Pur trovandosi a fronteggiare l’intera l’umanità da sola, le sue sorelle le donarono una potentissima armatura: la Golden Eagle Armor, la stessa indossata da Diana per affrontare Maxwell Lord e Cheetah. Wonder Woman confessa di aver cercato per molto tempo Asteria, o il suo corpo, ma trovò soltanto la sua armatura.

Qual è la chicca?

La chicca si trova nella brevissima sequenza post titoli di coda (dovete vederli!).
Nella scena vediamo una donna incappucciata ripresa di spalle, identica a Diana, camminare in mezzo alla folla e a un tratto salva una donna e la propria figlia da un palo che le stava per colpire. Dopo il ringraziamento della madre la donna misteriosa si gira presentandosi e BAAAM! Dice di chiamarsi Asteria, interpretata, udite udite, da Lynda Carter, la storica Wonder Woman della serie tv anni ’80 nel capitolo intitolato Wonder Woman 1984.

ADORIAMO TODO.

 

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A parte questo trip emozionante, apprezzatissimo, che ha fatto uscire la lacrimuccia ai fan più sfegatati, non dimentichiamoci che Asteria quindi è viva. Durante la sua resistenza contro l’umanità è riuscita a salvarsi per poi nascondersi continuando comunque a compiere gesta eroiche.
Questo cameo ci piace moltissimo intanto perché rende omaggio a Lydia Carter, ovvero la Wonder Woman originaria, la primissima in live action, e poi perché attribuirle il ruolo di Asteria ha un che di poetico.

Che ne pensate?

Wonder Woman 1984 Lynda Carter

©Warner Bros

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